{"id":771,"date":"2017-04-19T14:03:51","date_gmt":"2017-04-19T14:03:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.civispro.it\/matradalegale6\/?p=771"},"modified":"2020-04-19T14:13:29","modified_gmt":"2020-04-19T14:13:29","slug":"la-rinuncia-alleredita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civispro.it\/matradalegale6\/2017\/04\/la-rinuncia-alleredita\/","title":{"rendered":"La rinuncia all&#8217;eredit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h3>Concetti generali.<\/h3>\n<p>La rinuncia all\u2019eredit\u00e0 \u00e8 l\u2019atto con cui l\u2019erede manifesta la propria volont\u00e0 di <strong>non accettare<\/strong> i rapporti giuridici di un soggetto defunto (il caso pi\u00f9 frequente \u00e8 quello dell\u2019eredit\u00e0 gravata da molti debiti).<\/p>\n<p>A norma dell\u2019<strong>art. 519 c.c. <\/strong>la rinuncia all\u2019eredit\u00e0 deve farsi con una <em>dichiarazione<\/em>:<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>ricevuta da un notaio<\/em><\/strong><em> del luogo in cui si \u00e8 aperta la successione;<\/em><\/li>\n<li><em>ovvero, ricevuta <strong>dal cancelliere del Tribunale <\/strong>del circondario in cui si \u00e8 aperta la successione (cancelleria della Volontaria Giurisdizione);<\/em><\/li>\n<li><strong><em>comunque, \u00e8 inserita nel Registro delle successioni<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<h3>Casi di nullit\u00e0 della rinuncia.<\/h3>\n<p>Per l\u2019<strong>art. 520 c.c.<\/strong> non si pu\u00f2 rinunciare solo ad una parte dell\u2019eredit\u00e0, n\u00e9, la rinuncia, pu\u00f2 essere sottoposta a t<strong>ermini<\/strong> e <strong>condizioni<\/strong>.<\/p>\n<p>La rinuncia non pu\u00f2 nemmeno essere comprata.<\/p>\n<p>Per parte della dottrina, la nullit\u00e0 della rinuncia derivante dalla violazione di dette disposizioni, comporterebbe l&#8217;implicita accettazione dell&#8217;eredit\u00e0;<\/p>\n<p>secondo altre opinioni, invece, la dichiarazione di rinuncia, parrebbe reiterabile, purch\u00e9 in osservanza delle forme prescritte dalla legge.<\/p>\n<h3>Effetti della rinuncia.<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-274\" src=\"https:\/\/www.civispro.it\/matradalegale6\/wp-content\/uploads\/sites\/25\/2012\/12\/testamento.jpg\" alt=\"\" width=\"143\" height=\"218\" \/>L&#8217;<strong>art. 521 c.c.<\/strong> stabilisce che \u201c<em>chi rinunzia all&#8217;eredit\u00e0 \u00e8 considerato come se non vi fosse mai stato chiamato\u201d. <\/em>La rinuncia ha quindi <strong>efficacia sin dalla data di decesso del soggetto defunto anche se effettuata, la rinuncia, successivamente<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la dichiarazione di rinuncia all\u2019eredit\u00e0, il chiamato resta completamente estraneo alla successione apertasi a seguito della morte del soggetto.<\/p>\n<p>Ne consegue che, nessun creditore potr\u00e0 mai rivolgersi al chiamato, che ha dichiarato di rinunciare all\u2019eredit\u00e0, per ottenere da lui il pagamento dei debiti ereditari.<\/p>\n<p>Nelle successioni <strong>legittime<\/strong>, ex <strong>art. 522 c.c.<\/strong> la parte di colui che rinunzia, viene devoluta, nell&#8217;ordine:<\/p>\n<ul>\n<li>ai discendenti del rinunciante;<\/li>\n<li>o a coloro che avrebbero concorso col rinunciante;<\/li>\n<li>o, in ultimo, ai successivi chiamati per legge.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nelle successioni <strong>testamentarie<\/strong>, ex <strong>art. 523 c.c.<\/strong> la parte del rinunciante, viene devoluta, nell&#8217;ordine:<\/p>\n<ul>\n<li>ai sostituti previsti dal testatore;<\/li>\n<li>o ai discendenti del rinunciante;<\/li>\n<li>o ai coeredi del rinunciante;<\/li>\n<li>o agli eredi legittimi, in ultimo, in mancanza delle suddette circostanze.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Le possibili azioni dei creditori del rinunciante.<\/h3>\n<p>L&#8217;<strong>art. 524 c.c.<\/strong> prevede, indipendentemente da eventuale mala fede del rinunciante, che i <em>creditori <\/em>di quest\u2019ultimo (in base a un titolo sorto anteriormente alla rinuncia), nell\u2019esercizio di un diritto proprio, <em>possono farsi autorizzare ad accettare l\u2019eredit\u00e0 in nome e per conto del rinunciante, al solo fine di soddisfare le proprie ragioni sul patrimonio ereditario<\/em>.<\/p>\n<p>Presupposto dell&#8217;azione \u00e8 che la rinuncia comporti <strong>un danno<\/strong> concreto per il creditore (Cass. civ., Sez. VI, n. 8519 del 2016).<\/p>\n<h3>La revoca della rinuncia e le decadenze.<\/h3>\n<p>L&#8217;<strong>art. 525 <\/strong>c.c. invece prevede la facolt\u00e0 del rinunciante di poter <strong>revocare<\/strong> la sua rinuncia, finch\u00e9 il diritto di accettare l&#8217;eredit\u00e0 non sia prescritto, a patto che l\u2019eredit\u00e0 non sia gi\u00e0 stata acquistata da altri chiamati e salvo pregiudizio delle ragioni dei terzi.<\/p>\n<p>L\u2019erede <strong>decade <\/strong>dal diritto di rinunciare all\u2019eredit\u00e0, che si intende accettata in modo <strong>puro e semplice<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>a norma dell&#8217;<strong> 527 c.c.<\/strong>, ove il chiamato abbia sottratto o nascosto beni alla massa ereditaria;<\/li>\n<li>se l\u2019erede che sia <strong>nel possesso<\/strong> dei beni ereditari <strong>non redige<\/strong> l\u2019inventario entro <strong>3 mesi<\/strong> dall\u2019apertura della successione ovvero, <strong>redatto<\/strong> l\u2019inventario, <strong>non dichiara<\/strong> di accettare l\u2019eredit\u00e0 a norma dell\u2019art. 484 c.c. entro <strong>40 giorni<\/strong> dalla chiusura dell\u2019inventario;<\/li>\n<li>altri casi ai quali consegua l\u2019accettazione tacita dell\u2019eredit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>L&#8217;orientamento dei Giudici.<\/h3>\n<p>L\u2019atto di rinunzia deve essere rivestito di forma solenne senza possibilit\u00e0 di equipollenti. La rinuncia all\u2019eredit\u00e0 non fa venir meno la delazione del chiamato, stante il disposto dell\u2019art. 525 c.c. e non \u00e8, pertanto, ostativa alla successiva accettazione, che pu\u00f2 essere anche tacita, allorquando il comportamento del rinunciante sia incompatibile con la volont\u00e0 di non accettare la vocazione ereditaria (Cass. civ., n. 13599 del 2016).<\/p>\n<p>Preliminarmente, da questa pronuncia della Cassazione appare chiaro che l\u2019atto di rinuncia non impedisce una successiva accettazione, infatti, nel caso in cui l\u2019eredit\u00e0 non venga acquistata da altri chiamati, colui che vi ha rinunciato inizialmente, pu\u00f2 in un secondo momento accettarla.<\/p>\n<p>Appare ugualmente chiaro, che l\u2019atto di rinuncia all\u2019eredit\u00e0 deve rivestire la forma solenne indicata nell\u2019art. 519 c.c. e non sono ammesse forme analoghe, cio\u00e8, si pu\u00f2 rinunciare solo mediante una dichiarazione resa davanti al notaio o al cancelliere, poi iscritta nel registro delle successioni.<\/p>\n<p>Di conseguenza, l\u2019atto di rinuncia all\u2019eredit\u00e0, ad esempio, non pu\u00f2 essere scritta su un pezzo di carta qualsiasi e scritto privatamente, perch\u00e9 violerebbe il disposto dell\u2019art. 519 c.c.<\/p>\n\n\n<p><center><a href=\"https:\/\/www.civispro.it\/matradalegale6\/modulo-di-contatto\/\"><img decoding=\"async\" id=\"reminder\" src=\"https:\/\/www.civispro.it\/matradalegale6\/wp-content\/themes\/mh-magazine\/images\/parerecivispro.png\" width=\"483\" height=\"51\" border=\"0\"><\/a><\/center><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concetti generali. 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