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I condizionatori e la facciata dei palazzi

condizionatoreLe unità esterne dei condizionatori, oggi, sono numerosissime sulle facciate di quasi tutti i palazzi italiani.

In molti casi, questo evento ha trasformato le facciate dei palazzi; quasi sempre in peggio e con buona pace dei puristi dell’architettura e dell’estetica di certe costruzioni. In alcuni casi, però, ci si è mossi per salvaguardare la bellezza o le particolari caratteristiche di una costruzione. E’ così che la Giurisprudenza ha dovuto prendere posizione contro quei danni di immagine che, inevitabilmente, certe apparecchiature creano.

I rari interventi finora registrati si sono ispirati all’art. 1120 c.c. che vieta ogni innovazione che pregiudichi il decoro architettonico di un edificio. Norma apparentemente chiara che però lascia il dubbio dell’esatta interpretazione dell’espressione “decoro architettonico”. Con certezza possiamo affermare che le costruzioni storiche sono ricomprese tra quelle nelle quali è proibita l’esibizione di unità esterne di condizionatori.

Complessa è, invece, la questione laddove si esaminano strutture più moderne, che spesso, purtroppo, hanno condotto la Giurisprudenza a giudizi contraddittori. In genere, la valutazione dovrebbe ricadere sul complesso della struttura architettonica della facciata e alla condizione estetica della stessa antecedente l’assemblaggio del condizionatore.

Per tali ragioni esposte, è necessaria una valutazione “caso per caso” dell’incidenza di tali apparecchiature su ogni singola facciata, al fine di comprendere la presenza o meno di un pregiudizio al decoro architettonico.

Nel caso in cui il palazzo in cui si abiti presenti particolari caratteristiche architettoniche, l’assemblaggio di un’unità esterna di condizionatore può essere oggetto di una richiesta di autorizzazione all’amministrazione condominiale.

Si osserva, infine, che alcuni Comuni italiani hanno disposto, per regolamento, il divieto assoluto di esposiozioni di qualsiasi forma di condizionatori o cavi elettrici nelle costruzioni dei rispettivi centri storici.