{"id":4631,"date":"2018-09-11T18:14:44","date_gmt":"2018-09-11T18:14:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/?p=4631"},"modified":"2018-09-11T18:14:44","modified_gmt":"2018-09-11T18:14:44","slug":"dieci-anni-da-lehman-brothers-conflitto-di-interessi-risolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/dieci-anni-da-lehman-brothers-conflitto-di-interessi-risolto\/","title":{"rendered":"Dieci anni da Lehman Brothers, conflitto di interessi risolto?"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4632 size-full\" src=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/09\/download.jpg\" alt=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/guida-rapida-alla-mifid-ii\/\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante gli ultimi dieci anni molto si \u00e8 dibattuto riguardo le cause della crisi finanziaria del 2008 e della lunga recessione che ne \u00e8 seguita. Personalmente, credo che il filo conduttore sia la presenza di dinamiche di conflitto di interessi a tutti i livelli della filiera dei prodotti finanziari. Il conflitto si verifica quando l\u2019interesse di una persona interferisce con quello di un\u2019altra persona verso cui la prima ha precisi doveri e responsabilit\u00e0. L\u2019industria finanziaria \u00e8 particolarmente toccata\u00a0dal problema, avendo a che fare con gli interessi economici e finanziari di individui e imprese; per questo motivo tale conflitto si manifesta in diversi modi e a vari livelli.<\/p>\n<h2>Un problema sottovalutato<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto si \u00e8 parlato delle dinamiche di conflitto a livello macro (tra banche e banche, tra banche e politica, tra banche e regolatori) e della loro relazione con l\u2019instabilit\u00e0 del sistema finanziario. Pi\u00f9 sottotraccia, almeno per quanto riguarda l\u2019elaborazione giornalistica e accademica, \u00e8 passato invece il conflitto di interessi che si genera nel rapporto tra intermediari e investitori, ovvero nel segmento retail del mercato dei servizi finanziari. Qualcosa di ampiamente sottovalutato anche nel mondo pre Lehman Brothers. Si pensi che\u00a0<strong>la disciplina giuridica pre crisi non si era mai curata di fornire una definizione completa del concetto, consentendo ampi margini (forse troppo ampi) di discrezionalit\u00e0 agli operatori<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 estremamente attuale perch\u00e9 in Italia negli ultimi dieci anni, nonostante la crisi, la ricchezza dei privati \u00e8 cresciuta in termini assoluti di quasi 1.000 miliardi, arrivando a toccare secondo Bankitalia la quota di 4.400 miliardi. Nello stesso periodo l\u2019opinione pubblica \u00e8 rimasta scioccata da moltissimi casi di risparmio tradito, che hanno in parte compromesso la reputazione di una filiera che si trova in una fase di transizione industriale e tecnologica. Nel 2008 si contavano oltre 61.000 promotori finanziari (di cui 40.000 attivi) e circa 32.000 sportelli bancari; oggi i consulenti finanziari abilitati all\u2019offerta fuori sede sono meno di 56.000 (di cui 35.000 attivi) e gli sportelli attorno ai 27.000. Un taglio rispettivamente del 10% e del 15% in dieci anni, addirittura del 60% se si guarda ai consulenti under 40.<\/p>\n<h2>Emergenza educazione finanziaria<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scarso livello di diffusione dell\u2019educazione finanziaria rende il conflitto d\u2019interessi un nodo ancora pi\u00f9 centrale in Italia. Circa 1 risparmiatore su 2 nel nostro Paese ancora oggi non comprende la relazione rischio-rendimento e il 33% non riesce ad apprezzare i vantaggi della diversificazione; nel 2007 quest\u2019ultima percentuale risultava essere del 40%.\u00a0Vista la centralit\u00e0 che il tema ha avuto negli ultimi dieci anni, ci saremmo aspettati senz\u2019altro una consapevolezza maggiore. La scarsa educazione finanziaria aumenta l\u2019asimmetria informativa tra operatore e risparmiatore dando adito a pratiche segnate dal conflitto di interessi. Suggerire obbligazioni subordinate senza valutare con attenzione il profilo di rischio e gli obiettivi di investimento del cliente, spingere a sottoscrivere azioni o polizze assicurative in cambio di un mutuo, raccomandare un fondo comune d\u2019investimento pi\u00f9 costoso o che preveda maggiori retrocessioni: sono tutti esempi di un meccanismo inefficiente e in alcuni casi rischioso per i risparmiatori, un meccanismo che purtroppo sopravvive anche nel mondo post Lehman e che ha un costo sociale quantificabile nell\u2019ordine dei miliardi di euro.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<form id=\"newsletterForm\" class=\"elq-form g1-row\" action=\"https:\/\/s206298642.t.eloqua.com\/e\/f2\" method=\"post\" name=\"lead-it\">\n<div class=\"g1-row-inner\">\n<div class=\"g1-column g1-column-1\">\n<div class=\"g1-column-inner\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/form>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che per far fronte alla crescente domanda di consulenza finanziaria, in un mercato sempre pi\u00f9 competitivo, l\u2019unica direzione possibile \u00e8 quella dell\u2019evoluzione verso un modello pi\u00f9 maturo, caratterizzato da maggiore trasparenza e dal pieno controllo del conflitto di interessi. Si tratta di un processo di fondamentale importanza anche per garantire la stabilit\u00e0 e la tenuta del sistema finanziario. La storia recente ci ha insegnato che non esiste riforma efficace senza che si proceda con un profondo riordino della fase conclusiva del ciclo di vendita dei prodotti finanziari. In generale le azioni legislative che sono state intraprese sono state spesso foriere di distorsioni e contraddizioni. Si pensi per esempio al\u00a0<em>bail in<\/em>, norma che \u00e8 stata introdotta per limitare i conflitti di interesse a livello di management bancario ma che ha finito per lasciare esposti migliaia di risparmiatori, costringendo lo Stato a intervenire e andando quindi a vanificare il senso stesso della norma.\u00a0<strong>La lezione di questi dieci anni \u00e8 che qualsiasi riforma si voglia provare a intraprendere essa deve riguardare il sistema finanziario nella sua interezza<\/strong>. Non si pu\u00f2 pensare di affrontare il problema a comportamenti stagni. Una maturazione del mercato\u00a0<em>retail<\/em>\u00a0\u00e8 necessaria per ottenere un\u2019industria finanziaria robusta e inclusiva.<\/p>\n<h2>Timidi progressi sul conflitto di interessi<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4634 alignleft\" src=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/09\/images-2.jpg\" alt=\"ehman brothers la crisi e mifid II\" width=\"281\" height=\"180\" \/>In questa direzione il passo pi\u00f9 significativo \u00e8 stata sicuramente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/guida-rapida-alla-mifid-ii\/\">la direttiva MiFID<\/a>\u00a0nelle sue due versioni. Il legislatore ha posto in capo all\u2019intermediario il compito di individuare le pi\u00f9 \u201cbasilari\u201d situazioni di conflitto di interessi, di raccogliere maggiori informazioni sul proprio cliente valutandone adeguatezza e appropriatezza dell\u2019investimento. Attraverso l\u2019introduzione del servizio di consulenza in materia di investimenti,\u00a0<strong>la prima versione della direttiva MiFID ha aperto la strada alla figura del consulente finanziario indipendente anche in Italia<\/strong>. Questa figura, al pari delle\u00a0societ\u00e0 di consulenza finanziaria indipendente, \u00e8 solo apparentemente simile a quelle gi\u00e0 presenti nel settore, ma si differenzia (e si continuer\u00e0 a differenziare) per l\u2019assenza totale di\u00a0<em>inducements<\/em>: il meccanismo alla base delle retrocessioni rischia spesso e volentieri di lasciare spazio a situazioni di conflitto di interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo il processo non \u00e8 stato privo di resistenze: ci sono voluti dieci anni prima che questa figura trovasse pieno riconoscimento nell\u2019ordinamento. Si pensi che la sezione destinata a essi nell\u2019albo non \u00e8 ancora attiva (anche se lo sar\u00e0 entro la fine dell\u2019anno). Tuttavia si intravedono dei segnali incoraggianti nel modo di operare degli addetti ai lavori. Non si trovano pi\u00f9 (quasi) esclusivamente distributori di prodotti \u201cdella casa\u201d e inizia a prendere realmente piede il cosiddetto\u00a0<em>multibrand<\/em>. Sebbene lontani dall\u2019avere una filiera distributiva eterogenea, il peso percentuale del patrimonio \u201cproprio\u201d promosso dalle reti \u00e8 passato in dieci anni da circa l\u201980% al 70%, a vantaggio delle case \u201cterze\u201d (cio\u00e8 non appartenenti allo stesso gruppo del distributore\/collocatore). Un trend accompagnato anche da un costante incremento della presenza di asset manager stranieri a svantaggio dei fondi di diritto italiano (il cui peso \u00e8 diminuito da oltre il 50% sul patrimonio complessivo in OICR al 25% in dieci anni). Trend opposto invece, \u00e8 stato quello dei costi che relativamente a questa tipologia di strumenti sono cresciuti di oltre il 18% dal 2008 (passando dall\u20191,6% all\u20191,9% in termini di TSC \u2013 Total Shareholder Cost).<\/p>\n<h2>Effetto MiFID II<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4635 size-full\" src=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2018\/09\/images-1.jpg\" alt=\"ehman brothers la crisi e mifid II\" width=\"321\" height=\"157\" \/>Sar\u00e0 interessante capire se\u00a0<a href=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/guida-rapida-alla-mifid-ii\/\">la recentissima normativa MiFID II<\/a>\u00a0mescoler\u00e0 ulteriormente le carte in tavola. La direttiva infatti rafforza la rilevanza di concetti chiave quale l\u2019indipendenza (o meno) degli intermediari; inoltre definisce e gestisce le situazioni di conflitto di interesse. L\u2019intento, almeno sulla carta, \u00e8 quello di tutelare quanto pi\u00f9 possibile il risparmiatore e intervenire anche su aspetti finora trascurati come la\u00a0<em>product governance<\/em>\u00a0e i costi.\u00a0<strong>L\u2019idea \u00e8 di accostare la consulenza sempre pi\u00f9 al concetto di \u201cservizio\u201d anzich\u00e9 di \u201cprodotto\u201d<\/strong>. Quello che ci aspettiamo \u00e8 una concentrazione del mercato, una diminuzione di accordi distributivi tra collocatori e societ\u00e0 prodotto, un incremento di soluzioni \u201ccontenitore\u201d (come Gestioni Patrimoniali o Polizze Ramo III) e un maggior investimento nella competenza degli operatori, con conseguente diminuzione del numero di essi come avvenuto in UK con l\u2019avvento della Retail Distribution Review (anche per effetto della digitalizzazione del settore finanziario, compreso quello della consulenza). Quello che ci auspichiamo \u00e8 una maggiore trasparenza (su\u00a0<em>inducements<\/em>\u00a0e potenziali conflitti di interessi), una diminuzione dei costi per il cliente finale e un rapporto sempre pi\u00f9 allineato tra intermediario e risparmiatore: solo cos\u00ec l\u2019industria del risparmio potr\u00e0 dimostrarsi all\u2019altezza del proprio compito storico in questa fase delicata.<\/p>\n\n\n<p><center><a href=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/consulenza-finanziaria-richiesta-preventivo-gratuito\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"reminder\" src=\"https:\/\/www.civispro.it\/areafinanziaria\/consigliocivispro.png\" width=\"483\" height=\"51\" border=\"0\"><\/a><\/center><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente, credo che il filo conduttore sia la presenza di dinamiche di conflitto di interessi a tutti i livelli della filiera dei prodotti finanziari. 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