Le novità del 2014

Sarà, indubbiamente, un 2014 all’insegna delle novità fiscali, sia positive (poche) che negative (molte), specialmente per le tasche dei contribuenti.

La consueta legge di stabilità di fine anno ha segnato uno spartiacque tra ciò che i cittadini avrebbero voluto e dovuto non pagare, e ciò che effettivamente dovranno subire lungo il corso del nuovo anno.

Confermata la mini-sanatoria nei confronti di Equitalia: chi ha ricevuto una cartella dal parte del “Grande Esattore” ha due mesi di tempo per chiudere le pendenze originarie dagli avvisi di accertamento, con la possibilità di non pagare interessi di mora e di ritardata iscrizione a ruolo. Ovviamente si tratta di tutte quelle cartelle ricevute fino al 31 ottobre 2013. La scadenza è fissata al 28 febbraio 2014, se non ci si muove entro quella data, si tornerà punto e a capo. Una volta ricevuta l’istanza (scaricabile online o compilabile presso gli uffici di competenza di Equitalia) sarà il medesimo ufficio tributario, entro la fine di giugno, a informare sia gli enti creditori, sia coloro che hanno fatto istanza di “patteggiamento” sulla risoluzione della pratica.

Interessante novità anche in materia di credito di imposta. Infatti, sale il limite massimo dei crediti di imposta che possono essere utilizzabili in compensazione con altri debiti di imposta o rimborsabili: tale tetto sale da 516.000 a 700.00 euro. Per potere utilizzare tale credito, la Legge di Stabilità rende obbligatorio e necessario il visto di conformità anche per l’IRPEF, l’IRAP e l’IRES quando il credito da compensare risulta superiore ai 15.000 euro.

Per quanto riguarda il lavoro dipendente sono previsti aumenti di detrazioni. Fino agli 8.000 euro lordi all’anno la detrazione spettante al lavoratore sale a 1.880 euro. Per i redditi da 8.000 a 28.000 la detrazione ha una base di 978 euro con un’aggiunta di 902 che scende progressivamente all’aumentare del reddito dichiarato. Per i redditi superiori superiori a 28.000 euro si parte dalla consueta detrazione base di 978 euro, che diminuisce in maniera proporzionale all’aumentare del reddito, fino ad annullarsi per chi ha uno stipendio di almeno 55.000 euro l’anno.

E’ previsto, infine, un riodrino delle detrazioni fiscali al 19% nelle dichiarazioni dei redditi. Le famose spese mediche, gli interessi passivi sul mutuo, le spese funebri sono alcune delle voci che danno diritto alla detrazione del 19%, ma che, entro il 31 gennaio 2014 dovrebbero essere oggetto di un provvedimento che dovrà portare i risparmi di spesa a un aumento progressivo nel triennio 2014/2016. Qualora non dovesse essere fatto nulla entro la data sopra citata, sono previste delle riduzioni di un punto percentuale per anno relativamente alle detrazioni. Si scenderà al 18% nel modello Unico 2014 e, successivamente, al 17% in Unico 2014.