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“Chattare” viola l’obbligo di fedeltà?

wlmSe la fedeltà al giorno d’oggi sembra essere una scelta molto personale legata alla coscienza e agli istinti di ognuno di noi, lo stesso non si può dire per il nostro codice civile il quale, incurante delle mode e dei tempi, all’art. 142 c.c., 2°comma, sancisce che, come di comune conoscenza, “dal matrimonio deriva, tra gli altri, l’obbligo reciproco alla fedeltà”.

Forse, ai tempi in cui fu elaborata tale norma, il legislatore immaginava un classico tradimento, consumato  semmai lungo i fili dell’etere.

Ma nel nuovo millennio, con l’avvento dei moderni mezzi di comunicazione, primo fra tutti internet, occupano un grande spazio le chat che ognuno di noi usa frequentemente e il Giudice si trova nella tanto scomoda quanto classica situazione nella quale bisogna adattare una norma alla realtà concreta ed attuale.

Ma qualcuno tra i signori coniugi avrebbe mai immaginato che questo innocente passatempo potesse costituire una violazione dell’obbligo di fedeltà?

Ebbene si, tanto che oggi troviamo una pronuncia giurisprudenziale in tal senso.

Difatti, in una recente sentenza, il Giudice ha configurato come violazione di tale obbligo, il fatto che la moglie trascorresse buona parte della notte “chattando” con sconosciuti. Tale comportamento è stato quindi considerato alla stregua di un tradimento vero e proprio idoneo a ledere quella comunione materiale e spirituale che deve esistere tra i coniugi affinchè il matrimonio sia sereno.

Meglio forse trovare un altro passatempo, se non si vuole correre il rischio di vedersi addebitare la responsabilità di un’eventuale separazionecon tutte le relative conseguenze!