I riusultati del VaR

var value at risk

Il rischio di perdere è di solito uno dei fattori principali che impedisce alle persone di investire. Ovviamente a nessuno fa piacere vedere il proprio investimento andare in negativo o trovarsi costretto a sopportare oscillazioni estremamente elevate sul valore del proprio portafoglio.

Se l’avversione al rischio è qualcosa di comprensibile, meno lo è la tendenza a non riuscire a valutare il rischio in termini matematici e razionali. Per molte persone la rischiosità di un evento è qualcosa di difficilmente definibile: la generica sensazione che le cose possano andare male, senza avere una cognizione chiara di cosa questo implichi. Quando si parla di investimenti è però molto importante essere capaci di quantificare il rischio. Solo così potrai capire davvero quale è il prodotto più adatto al tuo profilo e scegliere la soluzione di investimento davvero adatta a te.

Il Var, la misura del rischio in finanza

Il Valore a Rischio (VaR) è una delle misure più utilizzate per valutare il livello di rischio degli investimenti finanziari. Il Var associato a un prodotto finanziario o a una strategia di investimento ti fornisce una stima probabilistica di quanto il tuo portafoglio potrà potenzialmente perdere in un determinato periodo di tempo.

È importante ricordarsi che il VaR è una misura statistica e quindi si basa su una previsione basata sulla stima della probabilità. Questo vuol dire che il VaR non ti può dare la garanzia al 100% che il tuo investimento non perderà oltre i limiti prestabiliti. Dopotutto, quando si parla di eventi futuri, è quasi impossibile prevedere qualcosa con assoluta certezza: esiste sempre la possibilità che un evento fuori dal comune accada creando condizioni eccezionali e imprevedibili. Ad ogni modo il valore del VaR ha di solito un livello di precisione piuttosto elevato (almeno del 95%) dandoti la garanzia sul fatto di essere un indicatore molto affidabile del rischio che andrai a incorrere con i tuoi investimenti.

Gli elementi caratteristici del VaR sono dunque tre:

1. L’orizzonte temporale di riferimento: ovvero quale è il periodo di riferimento della misura. Questa può essere un giorno oppure un anno.
2. La percentuale di confidenza: è la probabilità statistica che il VaR copra la volatilità massima di un portafoglio (i due intervalli di confidenza più usati sono 99% e 95%).

 

Il VaR ha quindi la forma di un numero percentuale. Per fare un esempio si potrebbe dire che un titolo azionario ha un Var giornaliero dello 0,5% al giorno con il 95% di confidenza. Questo vuol dire che 0,5% è la perdita massima che questo titolo può avere in una sola giornata e che questa precisione ha un grado di affidabilità del 95%. Per usare altre parole, il 95% delle performance possibili per questo titolo sarà o positiva o negativa ma inferiore allo 0,5%.

Come si deve interpretare il VaR

Per calcolare il VaR non esiste una regola fissa. Esistono varie tecniche ognuna delle quali si basa su delle ipotesi di partenza diverse. Questo vuol dire che bisogna fare delle assunzioni riguardo il contesto di riferimento su cui stiamo calcolando la VaR: per esempio si potrebbe assumere che il mercato sia in condizioni regolari (ovvero che non ci siano elementi straordinari che ne influenzino l’andamento)  o che le performance giornaliere si distribuiscano in modo normale. L’idea che siano necessarie delle ipotesi potrebbe farti pensare che il processo sia fortemente aleatorio e che il risultato del VaR sia nient’affatto affidabile. Non è così: è normale che la statistica, come tutte le altre scienze, sia costruita su delle ipotesi. Il VaR, proprio come altri indicatori che utilizziamo tutti i giorni come per esempio il termometro, è un modello che è stato costruito per aiutarci a comprendere meglio e a prevedere la realtà, e a questo fine è perfettamente utile.

Alcune indicazione per capire al meglio questo indicatore:

  • Non bisogna essere scettici. Bisogna fidarsi dell’indicazione del VaR perché si basa su formule statistiche di comprovata efficacia.
  • Bisogna capire che si tratta di una previsione probabilistica e non di una verità rivelata.
  • Non bisogna lasciarsi spaventare: se un portafoglio ha un VaR del meno 10% questa è un indicazione di come potrebbero andare le cose nel peggiore dei casi. Il tuo titolo ha molte più possibilità di essere positivo o di registrare una perdita migliore. Ci sono buone probabilità che maggiore sia il VaR maggiori siano le prospettive di guadagno, secondo la legge che aumentare il rischio, di solito aumenta anche il potenziale di un investimento.
  • Gli investimenti non sono una lotteria, la performance non è casuale ma l’effetto di scelte di gestione che hanno lo scopo di massimizzare ritorni. Il risultato del tuo investimento non sarà la conseguenza di un gioco di probabilità come se stessi giocando alla roulette,

L’obiettivo del VaR è dunque quello di aiutarci ad avere un approccio razionale al rischio. Quando facciamo un piano di investimento dobbiamo scegliere con cura la soluzione più adatta a noi, per capire a cosa andremo in contro e trovare il giusto bilancio tra potenziale di rendimento e protezione del capitale. Questo è l’unico modo per vivere serenamente i propri investimenti. L’obiettivo di indicatori come il Var non è quello di prevedere il futuro ma di darci un’indicazione per connettere l’investitore con i giusti asset. Noi a Moneyfarm utilizziamo un approccio scientifico per eseguire al meglio questo processo, perché crediamo che iniziare col piede giusto sia l’unico modo per essere davvro soddisfatti dei propri investimenti.

Il VaR dei portafogli Moneyfarm

Qui sotto ecco una lista del VaR di tutti i portafogli offerti da Moneyfarm. Per controllare il rischio utilizziamo le tecniche dell’asset allocation e della diversificazione. Nel nostro caso l’indicatore è stato accurato? La risposta è sì, da quando abbiamo lanciato il servizio non abbiamo avuto nemmeno un anno con le performance negative (scopri di più sui nostri rendimenti passati cliccando qui).

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